Cascate del Dardagna
- Percorsi Fotografici

- 18 nov 2019
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 19 ott 2022
Chi, tra gli appassionati di fotografia, non si è mai cimentato nelle lunghe esposizioni?
Noi anni fa avevamo provato con l'acquisto di un filtro circolare della Gobe.
Ma si è quasi subito rivelato "stretto" per le nostre esigenze, in quanto abbiamo corpi macchina differenti e lenti con diametro diverso. Fu così che decidemmo di acquistare dei filtri a lastra della NISI. Da allora cerchiamo quasi sempre nelle nostre uscite spunti per poterli usare e sperimentare questo tipo di fotografia.
Ci siamo resi conto che le cascate rappresentano il "Santo Graal" del famoso e tanto anelato effetto seta.
Nasce da qui, dalle cascate del Dardagna, questa nuova esperienza fotografica.
L'idea è nata per caso, sfogliando post su instagram.
C'è un posto da raggiungere, una meta, tutta da scoprire.
E scatta la scintilla, l'adrenalina della preparazione fornisce la giusta concentrazione. Non va trascurato nulla, e sopratutto nulla va lasciato a casa!
Batterie cariche, macchina al collo, scarpe da montagna, e un sorriso sulle labbra che ci accompagnerà per l'intera giornata.
Si parte, direzione Corno alle Scale Lizzano belvedere Cavone. Lì, sotto la cabinovia, lasciamo l'auto e ci immergiamo tra alberi e funghi.
La discesa è ripida, ci accompagna il rumore della cascata, sempre più forte. Proviamo qualche scatto in compagnia dei mushroomshunters.

Il cacciatore di funghi certo non passa inosservato.
Con il tipico cestino di vimini, si aggira in cerca del suo oro.
Anche noi certo non passiamo inosservati. Impacciati, carichi e in cerca anche noi del nostro oro. Punti fotografici da custodire e condividere.
Ed eccoci qui, nel primo tratto verso le cascate.
Il sentiero ci guida passo passo, scatto dopo scatto. Uno sguardo al "negativo" e si cerca subito un PDR da immortalare.
Porto con me l'affidabilità del Nikon 50 millimetri 1.8. Ottimo compagno di viaggio. Ma le sorprese arrivano con il buon vecchio, metallico, Vivitar 28 millimetri 2.8... aggrappato al corpo macchina con un adattatore. Inutile cercare un'intesa, il Vivitar vuole essere toccato. Tutto manuale...
Altro peso riempie la mia borsa fotografica, oltre al cigolio del cavalletto... Ancora qualche scatto, provo senza soddisfazioni, il Nikon 70 200 millimetri F4. Ferro freddo tra le mani, ma il micromosso si vede. Troppo. Con noi anche la sony alpha7, più leggera, e con i suoi 46 megapixel cerchiamo i dettagli ad ogni angolo del bosco della Dardagna. Il samyang 35mm è tagliente, profondo e impeccabile sulla mirrorless della sony. Cigolii delle borse e funghi per questa nuova esperienza fotografica. L'ingresso è a due passi dalla cabinovia di Cavone, il sentiero segnalato 337,
Suoni odori e tanta fatica ci portano ai piedi di una piccola cascata. Il primo passo verso un progetto in costruzione. E la voglia di fare esperienze fotografiche.
Siamo a circa 1422 metri in altitudine, la località è Lizzano Belvedere e il rifugio nasce tra alberi di faggio e un laghetto, oltre alla cabinovia. E' possibile sostare per godersi un pic nic immersi in un ambiente magico, circondati dalla natura.
Il sentiero segnalato 337 non permette da questo lato delle cascate una discesa lineare, per questo è consigliabile un minimo di un abbigliamento da montagna, e per chi ne sentisse bisogno anche dei bastoncini da trekking.
Da non sottovalutare le condizioni climatiche, man mano che si scende nella valle del Dardagna l'umidità si fa sentire. I risultati sono stati più che soddisfacenti. Dedichiamo a questa prima cascata un bel po' di tempo. Cercando un PDR che ci soddisfi. Il miglior risultato arriva con il 50mm nikon e il 35 mm samyang, entrambi su cavalletto andoer q666 e il sistema di filtri NISI holder 100 v5 pro e lastra da 8 stop.

Sole caldo, atmosfera fantastica. Ancora qualche scatto e si riparte. Su in cima ci aspetta il rifugio dove possiamo mangiucchiare qualcosa, riposare e riguardare i nostri scatti.
Ma soprattutto, ci prepariamo per il prossimo step. La prossima escursione. Si parte dalla Madonna dell'Acero, dal Santuario e dall'imponente Acero che fa da protagonista e da compagnia. L'albero è immenso e puntellato, per evitare che crolli.
Tanti si apprestano a imboccare il sentiero, percorribile, ampio e meno sconnesso.
Un passo alla volta tra gli scricchiolii e i cigolii della nostra attrezzatura. Qualche scatto lo portiamo a casa.
Ci si ferma centinaia di volte per ammirare il bosco e cercare PDR. Per ascoltare da lontano il suono della cascata...
E poi eccola li, dinanzi a noi. La cascata. Un po' troppo affollata, da spettatori in cerca di meraviglie e da fotografi. In effetti merita. E a noi non ci resta che posizionare attrezzatura e provare a portare a casa qualche scatto. La Madonna dell'Acero e il sentiero per raggiungere la cascata è posizionato lungo la SP71. C'è posto per la macchina e il silenzio del bosco che circonda il santuario ci circonda immediatamente. I colori tipici dell'autunno spuntano ad ogni angolo.
I compagni di viaggio sono cordiali, ci si saluta. Tutti vogliono raggiungere la cascata.

A conclusione di questa giornata lasciamo a voi, cari lettori, una pagina da leggere e condividere. Da commentare, da ammirare... Da vedere foto e PDR. Lasciamo a voi la magia di un posto unico che come nostro punto di partenza ci porterà a caccia di cascate in giro per l'Italia. Tutte da fotografare. Sperando che questa guida possa in ogni modo ritornare utile per chi decide di intraprendere questa piccola mini adventur.

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